Per un paio di buone ragioni, come minimo. Primo, è il passo fondamentale per iniziare a costruire la propria autorevolezza nel mezzo della massa di sedicenti fotografi da social network. E secondo, avere un sito ti garantisce il totale controllo sui tuoi contenuti. Chiaramente tutto questo si applica a qualsiasi genere fotografico, non solo all’automotive. Sviluppiamo il discorso, va bene?

Un po’ di storia

Quando eravamo piccoli (o almeno qua io lo ero) la fotografia era tuttaltro che facile. Non potevi cambiare gli ISO, non potevi vedere un’anteprima di cosa stavi facendo su uno schermino, dovevi pagare tutte le volte per vedere le tue foto. Le macchina fotografiche erano comunque molto costose, e caratteristiche che oggi diamo per scontate come autofocus e raffica erano solo per i corpi pro (che erano fottutamente costosi). Il digitale ha reso tutto più facile, e oggi abbiamo l’opporturnità di imparare a fotografare molto più rapidamente ed economicamente. Non un’ottima cosa per chi campava producendo, vendendo o sviluppando rullini, ma così è la vita.
Sapere come fare foto non era (non è) comunque abbastanza per viverci. C’era comunque bisogno di una struttura di vendita che portasse il tuo lavoro davanti ai potenziali clienti. Una volta, quella struttura era principalmente lo studio fotografico, o l’agenzia fotografica. Le campagne pubblicitarie (almeno quelle non locali) era fuori questione (€€€). Avere un sito web non era molto comune, né molto utile. Poi arrivarono i Social Network.

La Social Era

Immagina di poter aumentare la tua audience dal livello locale, a quello nazionale, o magari pure mondiale. Gratis. Troppo bello per essere vero? Eppure questo è stato precisamente l’inizio della Social Era. A parte spiare vecchi compagni di scuola su Facebook, le persone incominciarono a condividere le loro immagini su piattaforme come Flickr e più tardi Instagram. Quindi quelle stesse persone iniziarono a guardare le foto altrui, a cercare le più belle, e gli autori delle migliori iniziarono a ricevere botte di visibilità, spesso con copertura internazionale. I fotografi lungimiranti sfruttarono la situazione per espandere (o creare da zero) i propri affari praticamente a costo zero. Quindi tutti capirono il giochino, e provarono a fare lo stesso.

Saturazione and Algoritmo

Siamo nel 2021. Vuoi diventare un fotografo, un fotografo automotive. Fai belle foto di belle macchine, sei bravissimo con Photoshop. Tutto quello che devi fare è postare il tuo lavoro su Instagram, e aspettare che arrivino i clienti. Beh, preparati ad aspettare parecchio. Perché? Perché ci sono tanti altri che sono esattamente come te: buone capacità di composizione, accesso a vetture abbastanza fighe, ottime capacità di editing. Questa è quella che chiamo Saturazione. È come essere in un centro commerciale, dove ogni negozio è praticamente identico agli altri: in questa condizione ottenere un cliente è più come vincere alla lotteria. Ma non una qualsiasi, una truccata. Perchè oggi ogni social network usa il suo Algoritmo. Se sei nuovo, non avrai visibilità. Se non pubblichi costantemente, non avrai visibilità. Se non hai interazioni, non avrai visibilità. Se non hai abbastanza visibilità, non avrai visibilità. E come si ottiene questa maledetta visibilità? Facile, devi pagare in pubblicità. Ho dimenticato di dirlo: questo era gratis.
Quindi, hai appena iniziato, o sei un professionista che non può permettersi di comprare visibilità… I social sono una partita persa nel 2021? È davvero troppo tardi? Beh, non proprio. Anche se diventare una social media star dal nulla è sempre più improbabile, puoi ancora fare buon uso di quelle avare piattaforme. Sono ancora un utile strumento per raggiungere utenti che non ti conoscono. Per aumentare la probabilità di essere scoperto, devi chiaramente farti notare tra la folla. Ci sono diversi modi per farlo. Avere Autorevolezza è certamente uno di questi.

Autorevolezza

Guadagni Autorevolezzaquando, oltre alle belle foto (che tanti possono produrre), mostri ai potenziali clienti che hai conoscenza e tecnica, che hai un metodo di lavoro serio. Avere un sito fatto bene fa questo. Ti serve avere almeno un portfolio aggiornato, una sezione “about”, e una lista di progetti precedenti. Un blog come questo è fortemente raccomandabile. Investici una minima quantità di soldi, lascia perdere hosting gratuiti con url imbarazzanti e temi-spazzatura che andavano bene forse nei primi anni 2000 (non è vero, facevano pena anche all’epoca). Non costa una fortuna fare un lavoro ben fatto: per fare un esempio diretto, questo spazio costa meno di 50€ all’anno, più qualche ora di lavoro ogni tanto.
Avere un sito decoroso dimostra dedizione, competenza, professionalità. È ancora una maniera potente di distinguersi dai tuoi concorrenti. Specialmente da quelli pigri, che spendono la loro vita a lamentarsi di algoritmi malvagi (anche io ero uno di loro, non c’è da vergognarsi troppo)
Avere un sito web decente è meglio di avere solo uno stile diverso, o di prediligere soggetti di nicchia, perché non è questione di gusto personale.

Controllo

Un’altra cosa odiosa che succede sulle piattaforme social, è che tu non hai veramente il controllo su cosa pubblichi. Cioè, decidi cosa caricare, e puoi decidere di rimuoverlo…e basta. Loro invece: decidono se quello che posti merita di essere visto da altri (persino quelli che già ti seguono), per quanto tempo sarà visibile, se rispetta la policy, se la tua presenza rispetta la policy. E oltre a tutto ciò, loro possono cambiare le regole in qualsiasi momento. Qualche scenario? Andiamo.
Ce la stai facendo, migliaia di followers, un casino di interazioni organiche dalla base. Poi un bel giorno la visibilità dei tuoi post, e con essa tutte le interazioni, crolla: è cambiato l’algoritmo, caro.
O magari qualcuno simpatico decide che segnalare qualche tua foto è un gioco divertente. La piattaforma ti sospende l’account in maniera preventiva, tu chiedi una verifica. E loro controllano, prendendosi tutto il tempo che gli serve per vedere di persona due immagini. Può essere un’ora, o un mese: ci dispiace per la tua attività!
L’ultima: hai scattato la tua foto migliore di sempre, qualità sensazionale, dimostrazione di capacità tecnica impressionante, un’immagine di livello assoluto. Diventa pure virale, giustamente, migliaia di likes e commenti. Meraviglioso. Soltanto 24h più tardi, l’algoritmo non la mostra praticamente più a nessuno. È come scaduta, sepolta da migliaia di immagini ripostate senza permesso con un editing discutibile
Il punto è semplice: quelle piattaforme ti ospitano soltanto, fanno le regole, le applicano come vogliono, e poi le cambiano. In pratica lavori per loro, creando contenuti, e comunque vogliono che tu paghi per raggiungere la tua audience.
Sul tuo sito web invece sei a casa tua, nessuno ti sbatterà fuori (basta rispettare le leggi e pagare le bollette), ne tanto meno ti sfrutterà. Meglio, no?

Concludendo

Controllo e Autorevolezza non sono le uniche ragioni valide per aprire un sito. Ce ne sono altre ugualmente importanti. Come poter sfruttare la SEO, per esempio. O avere la libertà di diversificare le attività per ottenere rendite multiple. Ma ne parlerò in altri post.
Quindi, per farla breve: se vuoi massimizzare le tue possibilità di vivere con la fotografia, ritagliati un po’ di tempo e inizia ad aprire il tuo sito. È il primo passo.

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