Ho scritto queste parole e fotografato queste immagini per CarJager all’inizio del 2021 Puoi trovare l’articolo originale a questo link. Dai un’occhiata!

Porsche 911 bianca nel bosco

È una mattina fredda a Torino. Il cielo è grigio, qualche banco di nebbia aleggia ancora sui palazzi, un tempo tipico per la Pianura Padana in questo periodo dell’anno. Normalmente in queste condizioni uno vorrebbe passare la giornata davanti a un caminetto a leggere un libro, bevendo qualcosa di caldo. Ma siamo a Gennaio 2021, nel corso degli ultimi mesi siamo passati attraverso lockdown periodi ed altre limitazioni a causa della nota situazione sanitaria globale, e capita che finalmente possiamo muoverci liberamente (chissà per quanto durerà). Perchè non sfruttare l’occasione per togliere i teli dalle nostre auto e riassaporare un po’ di quella passione per la guida che ci è mancata così tanto?
Non lontano dal centro città, verso la Basilica di Superga, c’è una serie di dolci colline, attraversate da strade immerse nei boschi. Una di queste, chiamata “Panoramica”, è il punto di ritrovo classico per gli appassionati di auto del posto, specie nei weekend di bella stagione. Sarà un’ottima metà anche per oggi. Un paio di telefonate per trovare qualcuno che abbia la stessa voglia di muoversi e siamo pronti a partire.

La 3.2 Carrera è la evoluzione finale della cosiddetta Serie G, che può essere considerata la seconda generazione della 911. All’inizio degli anni 70, con l’introduzione negli Stati Uniti di regole di omologazione più stringent da parte dell’ NHTSA, il costruttore di Stoccarda decise per un update generale della vettura (mentre altri aggiunsero orrendi paraurti posticci… Lamborghini, ne sai qualcosa?) Apparvero quindi i caratteristici soffietti neri sui nuovi paraurti, le frecce anteriori vennero riposizionate, e una striscia rossa andò ad unire le luci posteriori. Tutti i particolari cromati scomparvero. All’interno le cinture di sicurezza a tre punti divennero standard, e sui sedili spuntarono i poggiatesta. I motori crebbero in cilindrata e potenza: Negli ultimi anni di produzione della Serie G si potevano acquistare un 230 cavalli aspirato da 3.2 litri (come questo) o il turbo 3.3 litri da 330 cavalli. Gli aumenti di potenza furono ovviamente supportati da un progressivo allargamento di carreggiata e battistrada, specialmente al posteriore.

Mentre la nebbia si è completamente dissolta, noi arriviamo al chioscho (ovviamente sprangato) al centro della Panoramica, dove la strada si allarga a formare uno spiazzo. Un posto perfetto per fermarsi, scattare qualche fotografia ed osservare con attenzione le forme dell’auto. La carrozzeria è verniciata in « Grand Prix Weiß » un bianco piuttosto neutro che omaggia il tradizionale colore nazionale delle auto da corsa tedesche, prima dell’era delle leggendarie Frecce d’Argento. Completano l’immagine i cerchi Fuchs neri del periodo, che creano un piacevole contrasto. Le linee e le proporzioni scelte da Ferdinand Alexander Porsche per il suo design più famoso rimangono qualcosa di unico anche oggi, più di 50 anni dopo.

Ludovico mi racconta di come la 911 è entrata a far parte della sua collezione nel 2014: « Stavo cercando qualcosa che facesse compagnia alla Ferrari GTB Turbo di mio padre, qualcosa che incarnasse comunque lo spirito degli anni 80, ma con un approccio differente. La scelta ovvia era seguire il tema Ferrari vs Porsche, due filosofie praticamente opposte di immaginare l’automobile. » Motore centrale e turbocompressore per la vistosa e polarizzante berlinetta italiana. Una inaspettata versatilità e facilità di utilizzo, con un motore aspirato a grande cubatura montato a sbalzo posteriormente per la sportiva tedesca. « Esperienze di guida opposte, ma complementari. »

« Prima di trasferirsi a Torino, la 911 si trovava a Genova. Il precendente proprietario è un amico che ha perso il suo interesse nelle auto con il passare degli anni. Conoscendo la mia passione, ha deciso di cedermela prima che le condizioni dell’auto, un po’ trascurata, iniziassero a peggiorare. Così una volta arrivata nel mio garage è stato sufficiente qualche intervento leggero per riportarla al suo splendore. »
La vernice bianca è stata decontaminata e lucidata, gli interni in pelle puliti e ravvivati. Pur mantenendo la vettura sostanzialmente originale, Ludovico ha aggiunto un paio di dettagli per renderla più personale, più sua. Prima di tutto ha aggiunto i già menzionati cerchi Fuchs, al posto degli originali “Telephone Dial”. Il volante originale è stato sostituito da uno sportivo, un Momo Prototipo a diametro ridotto che migliora il feeling dello sterzo, specie alle alte velocità. Dopo avere installato il volante, il contagiri è stato ruotato per permettere una migliore visibilità del limitatore, esattamente come si faceva sulle 911 da corsa d’epoca.

È una macchina fatta per essere guidata (anche) velocemente: « L’ultimo lavoro che ho fatto è stato quello di installare uno short-shift kit per la leva del cambio. Rende il cambio marcia un po’ più diretto, il che migliora di parecchio l’esperienza quando si va forte. Questa, a differenza degli esemplari prodotti dal 1987, non ha il G50, ma il vecchio cambio typ915 » Questo è un modello dal pedigree corsaiolo, essendo stato sviluppato a partire da quello montato sulla leggendaria 908. Pertanto la facilità di utilizzo non era l’obiettivo primario di chi lo ha progettato, differentemente dal più “civile” G50. « È abbastanza difficile da usa, comparato ai cambi moderni. Devi campire come gestirlo correttamente. Ma sai, alla fine questa difficoltà è una di quelle cose che ti fa sentire connesso alla vettura, perchè devi imparare a conoscerla. »

Ecco, le parole di Ludovico mi hanno fatto pensare a cosa mi fa apprezzare le auto come questa, e cosa probabilmente mi manca quando ho a che fare con le vetture più moderne. È arrivare a conoscerle poco a poco.
Capiree gli ingombri, come sono posizionati i pedali, l’inclinazione dello sterzo, la distanza dalla leva del cambio, la posizione di guida. Studiare le caratteristiche tecniche, trovarne le particolarità, i pregi e i difetti. E alla fine scoprire le sensazioni attraverso il volante, le vibrazioni trasmesse dal sedile, i rumori, l’odore, guidarle prima a passeggio e poi al massimo…
Indovinare la loro personalità, sviluppare una relazione quasi esclusiva, privata per definizione, intima.
Conoscerle veramente, e qualche volta amarle.

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